Umiliata di fronte ai miei compagni di classe e non solo…
25 Marzo. Diario di Marzia Cabelletti. (continua…)
Umiliata di fronte ai miei compagni di classe e non solo…
25 Marzo. Diario di Marzia Cabelletti. (continua…)
1° parte
“Va bene Francesco, come vuoi, ma per venerdì dev’esser pronto”. (continua…)
Aspettavo Silvia oramai da quasi venti minuti sotto casa sua con il motore acceso,ma in realtà ero in fibrillazione da quando due ore prima mi aveva telefonato per chiedermi di accompagnarla.. (continua…)
Da quella sera tutto è cambiato,il suo modo di comportarsi in pubblico ,come si veste anche come fa l’amore con me. (continua…)
Un mese fa circa è stato il mio compleanno e come da promessa la mia ragazza mi regala una serata speciale. (continua…)
Per qualche tempo tutti e tre cercammo di non dare troppo peso a ciò che era accaduto nel parcheggio,in realtà cercavamo di non aprire il “vaso di Pandora”. (continua…)
Dopo l’ultima birra accompagno il collega a casa e prendo il raccordo in direzione Tiburtina (continua…)
Il mio ragazzo non protestava allora cercai di esagerare per provocare la sua reazione (continua…)
Erano le 20e29,quando il citofono esterno emise il suo dirn. (continua…)
Un addetto alla sorveglianza bussava alla mia porta, per controllare, dopo l’orario di chiusura, la presenza d’estranei nei locali della ricerca. Si affacciò: “Lei lavora troppo dottore, i suoi colleghi sono già usciti da qualche ora…” senza distogliere lo sguardo dall’analizzatore elettronico, “lo so Giovanni, ma devo finire questo progetto o la direzione sospenderà i fondi per il finanziamento del nuovo anno”. “Buon fine settimana allora…” (continua…)
A chi non è successo, nella prima giovinezza, 13-15 anni, d’innamorarsi di una parente? La giovane zia, la cugina, la cognata? Con la scoperta del sesso, mai per cultura domestica, quasi sempre dagli amici, più raramente per le provocazioni di un parente, inizia la maturità, la conoscenza della vita. (continua…)
Una sera di novembre, aveva invitato a cena l’amica del cuore, Lucia, pregandomi d’aiutarla in cucina perché accusava un certo ritardo. (continua…)
Era inginocchiata, con i glutei appoggiati ai talloni, nuda, mi osservava, mentre controllava il mio sesso rigido in preda ad una forte eccitazione… ma restava indifferente. (continua…)
Gordon batteva il ferro, fra incudine e martello, piegava il metallo al fuoco della forgia. (continua…)
“Scrivimi il numero di telefono, e ti chiamo”, così mi disse l’anonima chatter… era stato un collegamento senza pretese, tanto per far due chiacchiere, spendere una mezz’ora di noia… (continua…)
Stanco e svogliato, appollaiato sullo sgabello del bar, sorseggiavo un beverone poco gradevole. (continua…)
Il consiglio di amministrazione della mia società stava per riunirsi. Belle figliole e sedicenti impiegati al tavolo della riunione, in attesa del Cda al gran completo. (continua…)
Il sibilo percorre l’antro della caverna, cercando la sua vittima: lo spirito di Ecate, delegata degli dei per riconciliare uomini e cielo. (continua…)
Missione difficile per il giovane Clark, ufficiale di recente nomina, per l’indomito coraggio dimostrato nelle missioni precedenti. (continua…)
I tempi cambiano, portandosi dietro i guasti del passato, e a volte, per quelle esperienze (ma è piuttosto raro il caso), il ravvedimento per le lezioni subite! (continua…)
Un po’ commossa, la nostra prof. d’inglese, con il pancione già evidente, mostrando una sensibilità insospettabile, ci stava presentando la supplente per il congedo di maternità. La collega, forse di qualche anno più giovane, nel prendersi l’eredità, memorizzava gli affrettati giudizi sui più vagabondi, indisciplinati, ma anche più esuberanti e simpatici. (continua…)
Si era fatta pregare per venirmi a trovare, comprensibile quindi la mia ansia, per i suoi continui rimandi. Certo si trattava di percorrere quei maledetti 400 km di andata ed altrettanti di ritorno per vederci poco meno di una settimana… (continua…)
La sodomia da parte dei maschi verso le femmine è ossessiva, ecumenica, ma sottolinea un indichiarato abbastanza logico ed evidente. (continua…)
Quando il desiderio supera la fantasia, e l’esaltazione per una nuova possibile amicizia femminile realizzata con la complicità del web, procura gli stimoli per definire una possibile relazione… (continua…)
Vanessa aveva insistito con l’amica Daniela, fino a farla accettare, d’accompagnarla presso la zia, a Venezia, un un fine settimana ospiti di una delle casate più nobili della città. (continua…)
Non so se per il solstizio d’estate, vi è mai capitato di vedere gli aruspici orientali inneggiare alla nuova alba… (continua…)
Il reale ed il virtuale: credibile il primo, imprevedibile il secondo, anzi ipocrita, insincero, un mondo falso, formale e molto molto pericoloso…
(continua…)
Fuori del ristorante, mi avvicinai per favorirle il mio braccio, ma Ilaria non accettò l’invito. (continua…)
Nella bottega del vecchio Aimone, si stavano incastrando le tavole di un vecchio faggio stagionato, bagnate con acqua salata, scaldate alla fiamma, flesse per molleggiare un letto. (continua…)
Avevo sbattuto la porta uscendo di corsa, arrabbiato per l’ennesima discussione con il mio prestigioso genitore. Il motivo? (continua…)
“Francesco, smettila, ma perché vuoi farti del male?” e accompagnò le ultime parole con un sorriso bonario, più paternale che fraterno. (continua…)
Mi avvicino al computer, lo faccio riavviare, finalmente l’operazione sembra abbia funzionato (continua…)
Pigramente rassegnato alla coda della solita cassa (continua…)
Giornata sbiadita, cielo opaco, un sabato da passare in un luogo pubblico qualsiasi… Ma senza impegni cerebrali! Nemmeno le solite chatters avrebbero potuto farmi meglio… (continua…)
“Ciao Franca, so che sei impegnata, ma questa sera Maria Rosa ci ha invitato a cena, cosa gli dico?” (continua…)
Come unico erede, dopo la scomparsa della vecchia zia, avevo dovuto occuparmi della vendita della sua casa al mare (continua…)
Anna era in un lago di sudore, era legata a quel lettino d’acciaio da un bel pezzo (continua…)
Il panorama era fantastico, dal 29 piano del grattacielo Pirelli la vista era sconfinata (continua…)
Lia camminava un po’ svogliata, era uscita prima dall’università, (continua…)
Luisa si era svegliata presto, nonostante era domenica e la sera prima Alberto (continua…)
Si chiamava Roberto, ma ormai erano 19 anni che lo chiamavano tutti Roby (continua…)