Comunità del SESSO – Vietato ai minori di 18 anni

Luglio 27, 2008

Perversioni sessuali di una donna (by “only me”)

Ero riuscita a fuggire dalla stanza in cui ini tenevano segregata. La chiamavano “la mia dimora”, altro non era però che la stanzetta di una cllnica psichiatrica con chiusura ermetica dall’esterno. Aggredendo l’infermiera per la visita di controllo giornaliero, mi sano rifugiata nello studio del medico che mi tiene sotto cura. Era pieno di fascicoli retativi ad altri pazienti come me. Ne presi alcuni a caso e li ho letti.

Caso 1221. Summa di perversioni sessuali in una donna.

Fernanda, di anni 24, formosa, non bella ma piacente, di professione… (omisis)… viene ricoverata in cllnica per sfondamento dello utero e delle tube ovariche. Le vengono asportati gli organi sessuali interni per spappolamento degli stessi. La donna, fin dall’età adolescente, frequenta con un’amica già pervertita, un maneggio. Ivi ha modo di assistere alla monta tra uno stallone e una giumenta. Il fatto deve procurargli un notevole scompenso psichico poiché il giorno dopo si reca nella stalla e masturba proditoriamente il cavallo per ammirarne l’erezione.
Va detto che fino a quel giorno e anche in seguito il soggetto, si è masturbato inserendosi in vagina qualsiasi oggetto che avesse una forma cilindrica, anche se voluminoso, con predilezione per i salami. Per un cerio periodo pratica esclusivamente masturbazioni al cavallo e, tramite la connivenza prezzolata di un garzone di stalla, riesce a soddisfare la sua perversione quasi ogni giorno.
Davanti all’animale ella danza nuda in maniera lasciva, si masturba freneticamente anelando e sognando un possesso impossibile. A vent’anni dimentica per un pò l’equino erotico e si dedica ai cani. Non si perita minimamente di praticare cunnilinguo al membro del cane e di farsi penetrare in vagina e nell’ano. Si infila l’asta del cane in vagina con la mano e la muove per procurarsi orgasmo. Quando avverte l’imminente eiaculazione della bestia estrae il membro e se lo porta alla bocca lasciandosi sporcare dallo sperma e addirittura ingerendolo. Abbandona i cani per tornare all’amore per i cavalli. Ha la segreta intenzione di essere posseduta dalla bestia ma poiché nota l’impossibilità di aggrapparsi
adeguatamente in posizione coitale, si fa aiutare da un’amica pervertita quasi quanto lei a sistemare un tavolo sotto la pancia dello stallone. Dopodiché si lubrifica con olio la vagina e si fa prima masturbare dall’amica anche con l’intera mano. Perviene cosi a vari orgasmi mentre masturba a due mani e sugge lambendolo il pene enorme del cavallo. Infine ella se lo avvicina agli organi sessuali che l’amica cerca di stendere e di aprire il più possiate. Riesce in tal modo a farsi penetrare dall’asta dell’equino.
Essa persegue il suo scopo sommamente depravato diverse volte. Quando l’animale eiacula dentro il suo corpo è scossa da tremori spasmodici e ha orgasmi a catena preceduti e accompagnati da urla e contrazioni di tutto il corpo. Il fiotto di sperma dell’animale non è sempre lasciato deporre nella vagina, poiché Fernanda brama osservarlo nell’attimo in cui viene emesso dal glande turgido del cavallo. In seguito, procedendo nella scalata della depravazione, ottiene di ricevere i getti spermatici sul volto e persino in bocca. Deglutisce il seme abbondante della bestia che le si rovescia sui seni e sul resto del corpo. Poi la pervertita se lo spalma dappertutto gemendo di voluttà.
Coltiva la sua dannazione erotica per tre anni poi, tormentata dal fuoco uterico cerca ripetutamene di farsi sodomizzare dal cavallo (nel frattempo si masturba nell’ano, defeca nella propria mano e si insensce il cilindro escrementizio in vagina traendone orgasmi laceranti).
Non riuscendo nell’intento pervertito di farsi possedere sodomiticamente dall’equino, un giorno, in preda alle convulsioni dopo una notte insonne durante la quale si è masturbata continuamente con un salame di due chili ( i ) nella vagina, pretende da sola di insenrsi tutto il membro dello stallone nel canale vulvarie. Ma i cinquanta centimetri di asta voluminosa e rigida pur penetrando nella sua vagina le comprimono l’utero e, quando lo sperma schizza a getti bollenti e violentissimi (il cavallo emette di regola fino a un litro di sperma), l’orifizio uterino le si dilata innaturalmente e la carne cede. Ha una emorragia che non nesce a tamponare e rischia di morire dissanguata per la conseguente spossatezza
derivante dal prolungato coito con l’animale.

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